Il Lago d’Iseo è il confine nord della Franciacorta. Da qui si arriva alle Torbiere in dieci minuti e a Iseo in un quarto d’ora: è il motivo per cui quasi tutti i nostri ospiti gli dedicano almeno una giornata.
È il meno frequentato dei grandi laghi del Nord Italia. Ciò significa: niente code all’imbarcadero fuori stagione, prezzi ragionevoli, borghi che vivono ancora di pesca e di reti.
Trovi qui com’è fatto il lago, come funzionano davvero i battelli, che è la domanda che ci fanno più spesso a colazione, e cosa vedere sulle due sponde.
Sta tra le province di Brescia e Bergamo, è lungo poco più di venticinque chilometri e arriva a circa 250 metri di profondità: molto più profondo di quanto la sua superficie lasci immaginare.
Ha la stessa origine delle colline che vedete dalle nostre finestre. Il ghiacciaio camuno, scendendo dalla Valle Camonica, ha scavato la conca che oggi ospita il lago e ha depositato più a sud le colline moreniche della Franciacorta.
Il fiume Oglio entra a nord, all’altezza di Pisogne, ed esce a sud da Sarnico. La sponda a est è bresciana, quella a ovest bergamasca. In mezzo c’è Monte Isola, la più grande isola lacustre d’Italia, dove le auto non possono circolare.
Il nome antico è latino: Sebinus lacus. Da lì viene «Sebino», che sentirete e leggerete di continuo da queste parti.
Lo ritrovate nella Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino e persino in etichetta, nel Sebino IGT che si produce in Franciacorta. Non sono due luoghi diversi: sono due nomi dello stesso lago.
Sceglierne una è la prima decisione da prendere, soprattutto se avete un giorno solo.
Nella sponda bresciana la montagna cade dritta nell’acqua, la strada corre stretta tra gallerie e paesi sono aggrappati alla riva. Qui ci sono gli imbarchi per Monte Isola, le piramidi di Zone e gli affreschi di Pisogne.
La sponda bergamasca è più aperta e più dolce, con le ville liberty di Sarnico, le falesie del Bogn a Riva di Solto e Lovere in fondo al lago.
Il nostro consiglio, con una giornata a disposizione è iniziare con la sponda bresciana, visitando Iseo al mattino e Monte Isola nel pomeriggio.
Il lago si attraversa continuamente, ed è il modo migliore per vederlo. Le tratte che servono davvero sono poche.
| Tratta | Durata | A cosa serve |
|---|---|---|
| Sulzano → Peschiera Maraglio | ~5 min | Il collegamento più rapido e più frequente per Monte Isola |
| Sale Marasino → Carzano | ~10 min | L’altro attracco dell’isola, di solito più tranquillo |
| Iseo → Monte Isola | più lungo | Utile se non volete spostare l’auto a nord |
| Linee turistiche e giro del lago | mezza giornata | Vedere il lago dall’acqua, con soste nei borghi |
Quattro cose che vale la pena sapere prima di partire:
È l’isola lacustre più grande d’Italia e ci vivono circa milleseicento persone, distribuite in una decina di piccole frazioni lungo la riva e sul versante alto.
Le auto private non circolano. Ci si muove a piedi, in bicicletta o con il bus locale che fa il giro perimetrale. Questo è il motivo per cui l’isola ha un suono diverso da qualsiasi altro posto del lago: si sentono le campane, i motorini e poco altro.
Cosa fare, in ordine di importanza:
Monte Isola ha due tradizioni che vale la pena conoscere: la costruzione delle reti, un mestiere che qui si tramanda da secoli, e la gastronomia locale: gli agoni essiccati al sole, che troverete sui menu come «sardine di lago», e il salame di Monte Isola. Se vi fermate a pranzo, ordinate quelli e non la solita frittura.
Nel 2016 l’isola è stata collegata alla terraferma dai Floating Piers di Christo, la passerella galleggiante che in due settimane ha portato qui più di un milione di persone.
Oggi non c’è più nulla da vedere, ma ve ne parleranno tutti: è rimasta la cosa di cui gli isolani vanno più fieri.
Sono la nostra passeggiata più vicina, e la più sottovalutata del territorio.
È una riserva naturale nata da antiche cave di torba, oggi uno specchio d’acqua basso diviso in vasche e percorso da un anello di passerelle di legno. Si cammina sospesi sull’acqua, tra canneti e specchi liberi, con l’ingresso a pagamento e un percorso che si fa comodamente in un’ora e mezza.
Il periodo migliore è tra maggio e giugno, quando fioriscono le ninfee e le vasche si coprono di bianco. Il resto dell’anno resta uno dei posti migliori della zona per il birdwatching, e d’inverno la brina sulle passerelle vale la sveglia presto.
Sopra la riserva si affaccia il Monastero di San Pietro in Lamosa, la fondazione cluniacense da cui è cominciata la bonifica di tutta la Franciacorta: la sua storia la raccontiamo nella pagina dedicata. Le due visite si abbinano in una mattinata.
Il paese principale della sponda bresciana e il punto di partenza naturale. Piazza Garibaldi ospita quello che è considerato il primo monumento dedicato a Garibaldi in Italia; a pochi passi c’è la Pieve di Sant’Andrea, con la facciata romanica. Il lungolago è pedonale, con l’imbarcadero da un lato e i locali dall’altro, e c’è un mercato settimanale che riempie il centro.
I tre paesi degli attracchi, uno dietro l’altro lungo la riva. Da Marone, verso nord, parte la passeggiata Vello–Toline: la vecchia strada litoranea, oggi chiusa alle auto, che corre a filo d’acqua per un paio di chilometri. Pianeggiante, adatta a tutti, con l’acqua che si vede sotto i piedi.
La cosa più strana del lago, e quasi nessuno ci va. Sopra Marone, la Riserva delle Piramidi di Zone conserva decine di guglie di terra alte fino a trenta metri, ciascuna con un masso in bilico sulla punta che l’ha protetta dalla pioggia mentre tutto il resto veniva eroso. Si visitano con una passeggiata breve e sono un ottimo diversivo se viaggiate con bambini.
In fondo al lago, all’imbocco della Valle Camonica. Vale il viaggio per la chiesa di Santa Maria della Neve, interamente affrescata dal Romanino nel Cinquecento: l’hanno soprannominata la Cappella Sistina dei poveri, e il soprannome non è esagerato. È lo stesso pittore che trovate all’Abbazia di Rodengo Saiano, a un quarto d’ora da noi.
La sponda bergamasca in tre tappe. Sarnico, dove l’Oglio esce dal lago, conserva un gruppo di ville liberty progettate da Giuseppe Sommaruga. A metà sponda, il Bogn di Riva di Solto è il tratto più spettacolare di tutto il lago, con le pareti di roccia calcarea a picco sull’acqua. Lovere, in fondo, è tra i Borghi più belli d’Italia e ospita l’Accademia Tadini, una pinacoteca ottocentesca affacciata sul lago.
Ca’ Minore è a Camignone di Passirano, tra i vigneti e a un quarto d’ora dall’acqua: abbastanza vicino per andare e tornare quando volete, abbastanza lontano dal traffico della riva per dormire in silenzio.
Siamo a Camignone di Passirano, nell’entroterra: il lago è la prima cosa che si raggiunge uscendo di casa verso nord.
| Destinazione | Da Ca’ Minore |
|---|---|
| Torbiere del Sebino | 10 min |
| Iseo | 15 min |
| Sulzano (imbarco per Monte Isola) | 20 min |
| Sale Marasino | 25 min |
| Sarnico | 30 min |
| Pisogne | 35 min |
| Lovere | 45 min |
In alternativa all’auto c’è il treno: la linea Brescia–Iseo–Edolo ferma a Passirano, a due passi da noi, e poi corre lungo tutta la sponda bresciana con fermate a Iseo, Sulzano, Sale Marasino, Marone e Pisogne. Per una giornata sul lago senza pensieri di parcheggio è la soluzione migliore che abbiamo.
Una giornata basta per Iseo e Monte Isola, se partite la mattina.
Con due ci entrano anche le Torbiere e la sponda bergamasca, oppure Pisogne e l’imbocco della Valle Camonica.
La formula che funziona meglio per chi si ferma qui è tre notti: una giornata di cantine in Franciacorta, una sul lago e una a Brescia. Stessa base, tre paesaggi diversi, mai più di mezz’ora di strada.







